Spettacolo Coribanti

SABATO 12 maggio 2018 - ORE 21

 TEATRO “G. Chiabrera” di Savona

 

GIOVEDì 17 maggio 2018 - ORE 10

TEATRO GRECO di Palazzolo Acreide (SR)

 

GIOVEDì 24 maggio 2018 - ore 21

TEATRO “Don Bosco” di Varazze (SV)

VENERDì 6 luglio 2018 - ore 21

Palco delle Boschine di Varazze (SV)

 

DOMENICA 15 Luglio 2018 - ore 21.30

PIAZZA della Vittoria Spotorno (SV)

 

Edipo re (o la psicoanalisi in scena)

La straordinaria tragedia di Edipo contiene sicuramente molti piani di lettura e molte prospettive dalla quale essere “osservata”. Quando si fa una regia è tuttavia necessario scegliere non solo una prospettiva, ma soprattutto   i temi e le immagini che la prospettiva stessa evoca.  Ho scelto di privilegiare la prospettiva psicoanalitica perché è potentemente evocativa e perché sfido qualsiasi contemporaneo a non associare immediatamente il nome di Edipo alla psicoanalisi. Perciò anche nella rappresentazione la psicoanalisi entra in scena, nella scena dell’epoca, portando uno straordinario, quanto indigesto, contributo alla comprensione dell’animo umano. Straordinaria la frase di Freud che recita: “l’Ego non è padrone a casa sua” e ribadisce il ruolo fondamentale dell’inconscio, ridimensionando l’egemonia della coscienza nella vita dell’uomo.  Ecco così che l’azione scenica ci presenta l’Inconscio attraverso una scomposta attività onirica, i contenuti della quale agiscono sul palcoscenico come nel ” teatro interno” di ognuno di noi spettatori. In mezzo a questa diatriba onirica il padre della psicoanalisi, Sigmund Freud, e il padre della psicologia analitica, Carl Gustav Jung, approfondiscono in tempo reale pratica e teoria.  Ma altre forze agiscono nello stesso teatro: censure, convenzioni culturali, ruoli sociali … Però appena entra in scena il Salotto dell’Epoca, che cerca di recuperare una più confortevole sicurezza, ecco che arrivano gli attori-personaggi della tragedia, portando, come spesso il teatro ha saputo fare, un forte elemento sovversivo e perturbante che chiede di essere elaborato anche nella collettività oltre che nell’intimità della nostra solitudine.

Edipo Re arriva, ci ricorda la necessità dell’umiltà e il dolore della consapevolezza e ritorna nel buio proprio come un attore quando si chiude il sipario o un brutto sogno quando ci svegliamo.

Shakespeare scrisse: “La vita è il sogno di un folle”

Buoni sogni.

Simona Guarino


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