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L'anima del cibo

Tavola rotonda sulla "questione alimentare" organizzata dal Liceo Chiabrera 

MARTEDÌ 3 NOVEMBRE 2015, alle ore 15.30,

 presso la "Sala Rossa" del Comune di Savona.

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Il Liceo "Chiabrera", in collaborazione con il Dipartimento di Antichità, Filosofia, Storia e Geografia (Dafist) dell'Università degli Studi di Genova, organizza una Tavola rotonda sulla "questione alimentare" che si terrà Martedì 3 novembre 2015, alle ore 15.30, presso la "Sala Rossa" del Comune di Savona.

L'iniziativa nasce in occasione della presentazione del volume "L'anima del cibo", a cura di Alma Massaro (Aracne editrice, Roma 2014) per discutere "a più voci" le attuali problematiche connesse al tema della nutrizione.

Si discuterà del versante "materiale" del cibo (la produzione industriale degli alimenti e la loro conservazione, gli alimenti di origine animale e i problemi di sicurezza, la tutela dei consumatori e questioni di etichettatura dei cibi, ecc.) e di quello "immateriale" (l'origine filosofica del vegetarianismo, l'etica della scelta degli alimenti, il nesso  tra cibo e identità personali contemporanee) per riflettere infine sui loro effetti sul piano piano psico-somatico.

L''incontro, coordinato dalla prof.ssa Giosiana CARRARA, è introdotto dal Dirigente del Liceo "Chiabrera-Martini", prof. Alfonso GARGANO, e prevede gli interventi dei seguent relatori:

- Alma MASSARO, dottore di ricerca in Filosofia - Università di Genova:

- Letterio MAURO, docente ordinario di Storia della Filosofia - Università di Genova.

- Marco MAIO, psicologo e psicoterapeuta.

- Patrizia PEREGO, docente ordinario di Ingegneria industriale e dell'informazione - Università di      Genova.

- Giancarlo RUFFO, docente di Scienze Veterinarie - Università di Milano.

L'incontro è aperto agli studenti, ai docenti e alla cittadinanza interessata.

Giosiana Carrara 

Per scaricare l'indice del volume dal sito della casa editrice Aracne:

http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/pubblicazione.html?item=9788854876057

 

Il Liceo Chiabrera-Martini si è unito alle celebrazioni in tutta Italia con una conferenza-concerto

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L’attualità di Dante settecento anni dopo

La lezione del professore universitario De Nicola, la musica antica e le letture dei Coribanti

SAVONA – La modernità di Dante è stata al centro della conferenza-concerto che il Liceo Chiabrera-Martini di Savona ha dedicato, mercoledì 9 dicembre, al padre della lingua italiana, unendosi alle celebrazioni in tutta Italia a 750 anni dalla sua nascita (1265), inaugurate dal Senato della Repubblica lo scorso 4 maggio.

Il preside del Liceo Chiabrera-Martini, Alfonso Gargano, che ha accolto nell’aula magna del plesso del liceo artistico gli alunni delle classi scelte in rappresentanza del terzo anno, ha aperto con una riflessione: “Mi ha sempre colpito come nella lettura di Dante avvenga sempre qualcosa di molto coinvolgente, al di là di quale che sia il grado di comprensione dei significati o dei riferimenti stratificati nel tempo presenti nel testo, si ha la netta percezione della realtà che si manifesta con un’incredibile forza visiva. Un’esperienza senza precedenti che si rinnova ogni volta”.

L’evento, organizzato da Pier Luigi Ferro, docente di Italiano del Liceo Chiabrera-Martini, è stato caratterizzato dalla conferenza di Francesco De Nicola, professore di Letteratura italiana all’Università di Genova, intervallata dalle rappresentazioni musicali del gruppo “Pro Musica Antiqua” e dalle letture de “I Coribanti” del Liceo Chiabrera-Martini, espressione dell’attività teatrale del Liceo che proprio quest’anno festeggia i 25 anni dalla nascita (1989).

Il professore De Nicola ha spiegato agli alunni come Dante non è stato sempre amato come adesso, epoca in cui le letture di Benigni sono affollate di pubblico e i versi della Divina Commedia si ritrovano persino nelle canzoni di musica leggera. Perché succede? Perché Dante potrebbe essere un protagonista del nostro tempo. Egli, che visse il primo Giubileo organizzato da Bonifacio VIII (1300), fu un grande oppositore del potere temporale. Nella sua opera sono condannati i “sùbiti guadagni” e gli usurai sono collocati all’Inferno. Il grande poeta insegna che l’uomo migliora la propria condizione solo con il proprio lavoro, lezione che vale ancora oggi in cui si lotta contro la corruzione nella Pubblica amministrazione e il malaffare. Egli, che vive la trasformazione di Firenze in una realtà nelle mani di pochi ricchi e delle banche, assiste al tramonto dell’Etica, del Bene comune e, di conseguenza, si preoccupa di individuare degli uomini esemplari e di esaltarne gli alti valori.

Perché l’esperienza travolgente ogni volta che si legge Dante? Il professore De Nicola, a conclusione della conferenza-concerto, ha voluto richiamare la riflessione iniziale del preside Gargano: “Dante usa le parole ornate, dietro le quali c’è passione, forza e convinzione. Egli ci parla con i suoi versi, perché comunica sentimenti e valori che valgono ancora oggi”. 

Lucia Russo